
Sottoporre l’elettronica automobilistica a condizioni estreme grazie a heater ad infrarossi a breve lunghezza d’onda
Le auto diventano sempre più intelligenti, ma gli ambienti in cui operano diventano sempre più ostili. Se si trovano componenti elettronici sotto il cofano o vicino al sistema di scarico, si sa bene che il calore rappresenta un grande problema.
Ecco perché creiamo lampade ad infrarossi a breve lunghezza d’onda su misura. Non si tratta di semplici heater: sono progettate apposta per imitare quelle condizioni estreme di calore e quei cicli termici continui che distruggono i componenti nel mondo reale.
Fornire calore esattamente dove è necessario
Per verificare realmente le condizioni “peggiori”, non basta riscaldare semplicemente la stanza. È necessario disporre di una grande quantità di energia concentrata in uno spazio ridotto. Le nostre lampade riescono a raggiungere le temperature desiderate in pochi secondi, non in minuti. Regolando la potenza e la tensione, possiamo assicurarci che i raggi infrarossi penetrino effettivamente all’interno dei componenti elettronici. Cerchiamo i punti deboli: i collegamenti interni e i condensatori che di solito cedono per primi. Un consiglio: se si vuole ottenere una densità di calore elevata, è fondamentale che la ventilazione della camera di prova sia efficace. Altrimenti, si rischia di distruggere persino la struttura della lampada stessa.
I dettagli tecnici: quartzo e ioduro
Utilizziamo involucri in quartzo ad alta purezza, poiché la pressione interna generata dal ciclo di funzionamento dell’ioduro è molto elevata. Questo evita che il filamento si evapori troppo rapidamente, garantendo così che le lampade resistano ai test di durata prolungata. Offriamo inoltre diverse opzioni di connettori, in base alle esigenze specifiche del cliente. A questi livelli di potenza, una connessione non sicura non rappresenta soltanto un problema: può causare danni ai cavi elettrici. Una connessione sicura è quindi indispensabile.
Perché i raggi infrarossi a breve lunghezza d’onda?
Immaginate di dover dimostrare che un componente non subirà danni dopo cinque anni di cicli termici. Si potrebbe riscaldare tutto l’ambiente circostante, ma ci vorrebbe troppo tempo. I raggi infrarossi a breve lunghezza d’onda invece permettono di fornire calore direttamente al componente. È veloce, davvero veloce. Questo cambia completamente il modo in cui si svolgono i test: è possibile regolare la temperatura in modo istantaneo, riducendo così notevolmente il tempo totale di test. Inoltre, non si spreca energia elettrica solo per riscaldare l’aria intorno al componente. Si ottiene così un profilo termico reale, senza sprechi.